introspezione

Introspezione: cos’è, come si fa e a cosa serve

Fermati e pensa:
Sei la persona che vuoi essere?
Hai la vita che vuoi vivere?
Hai raggiunto o stai raggiungendo i tuoi obiettivi?
O ogni volta molli e non ce la fai, procrastini, inventi scuse, non sai da che parte girarti, ti lamenti e pensi che non ci può fare niente, non sei capace, non sei fortunata, capitano tutte a te.

Nella realtà, c’è un motivo preciso per cui non ce la fai, perché non raggiungi i tuoi obiettivi o non sei la persona che vuoi essere. C’è un qualcosa a cui dare la colpa: le tue credenze.

Le credenze sono idee che sono state installate nella nostra mente inconscia e per poter raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo, avere la vita che vogliamo vivere e essere la versione migliore di noi stessi, quelle credenze, se sono depotenzianti e limitanti devono essere assolutamente sostituite con alcune di potenzianti e coerenti con ciò che vogliamo raggiungere.
Prima però le dobbiamo riconoscere! E per farlo serve prendersi del tempo e fare introspezione.

Fare introspezione significa analizzare qual è lo stato del nostro passato e delle nostre esperienze, individuare con precisione quali sono le persone con le quali abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo con lo scopo di capire quali sono le idee che si sono annidate nella nostra mente subconscia. E soprattutto chi e come ce le ha messe.

Questa ricerca, questa nostra introspezione non serve per dare la colpa di preciso a qualcuno (famiglia, società, scuola) ma per avere chiara la situazione e poter far qualcosa, ovvero sostituire ciò che non è funzionale per noi.

Fare introspezione

Fare introspezione può essere doloroso da un punto di vista emotivo perché devi affrontare con coraggio i problemi che hai ora e che hai avuto, devi analizzarli e capire a fondo com’è andata davvero e ripassare in esame tutti i fallimenti e i successi, le perdite e le vittorie, piccole o grandi che siano state per sviscerlarle.

Puoi partire dal presente ed esaminare a fondo la tua vita di ora:
– che cosa ti fa sentire bene? Hai raggiunto i tuoi obiettivi? Sei felice, appagata, autorealizzata?
– che cosa, invece, ti mette a disagio o ti rende infelice?

Puoi prendere carta e penna e fare due elenchi iscritti.

Poi, comincia a considerare il passato e riesamina tutti i ricordi buoni e cattivi, quello che hai realizzato, i fallimenti, i periodi tristi, quando qualcuno ti faceva soffrire o quando eri tu a far soffrire.

Pensa bene a tutto e scrivi tutto.
Ti servirà del tempo. Probabilmente giorni.
Prenditelo.
È necessario.

Concentrati sulle tue difficoltà più grandi. Se una di queste, ad esempio, riguarda le relazioni d’amore, scrivi un racconto completo su tutte le storie d’amore che hai avuto, sul primo incontro con ogni uomo, sulla prima volta che avete fatto l’amore, se gli uomini sono stati per te un problema, se ne hai avuti tanti o pochi, perché vi siete lasciati, ecc.
Se le difficoltà le hai avute con i genitori, usate la stessa tecnica. Comincia dal principio e scrivi tutto.

Ci saranno tante cose da scrivere, ci vorranno giorni, forse mesi, ma una volta terminata la tua introspezione, ti accorgerai che sarà diventato uno strumento di valore inestimabile.

Analizzando il passato e il presente, cerca di capire, di distinguere e riconoscere i modelli di comportamento, i temi che si sono ripetuti nella tua vita, prova a notare se ci sono stati schemi ripetuti, “sempre la stessa storia che ripete”. Bada bene che può trattarsi di qualsiasi argomento: soldi, lavori, carriera, storie con gli uomini.

Sviluppa ogni punto nel modo più completo possibile. Passaci del tempo, ritorna su quello che hai già scritto e aggiungi ogni volta che ti viene in mente qualcosa.

Ci sono tre modi per farlo:

1) Dividi la tua storia per fasce di età della vita:
– dalla nascita ai 6 anni
– dai 6 anni ai 12 anni
– dai 12 anni ai 18 anni
– dai 18 anni in poi, ma anche qui se lo preferisci puoi dividere ancora (dai 18 ai 30, dai 30 ai 0 e così via).
Probabilmente dividendo per fasce di età ti verranno in mente tanti ricordi precisi

2) Dividi la tua storia per aree della vita. Se ti può tornare utile, usa la lista delle nell’esercizio della ruota della vita:

– famiglia
– relazione d’amore
– amicizia
– salute e benessere fisico
– crescita personale
– soldi e finanza
– lavoro e carriera
– vita emozionale
– carattere e identità
– vita intellettuale
– scelte di vita

E così via.
Scegli tu gli argomenti che vuoi trattare e per ogni area racconta nei dettagli la tua storia

3) Il terzo metodo potrebbe darti una mano più significativa: unisci i metodi precedenti, usa le fasce di età e dentro ogni fascia dividi la tua storia nelle aree che vuoi affrontare, così ti focalizzerai maggiormente e avrai un percorso preciso da percorrere.

Sentiti libera di andare a braccio se non riesci a seguire le istruzioni di cui sopra.
L’importante è che ti dedichi all’esercizio!

Un consiglio: scrivi senza pensarci e non riesaminare lo scritto mentre lo stai componendo, fallo semmai solo dopo aver finito o qualche giorno dopo.

Che cosa richiede affrontare la propria storia.

Sicuramente avrai molte cose da scrivere e devi dedicare a questa introspezione tutto il tempo e l’energia che puoi per portarla a termine. Se scrivere è faticoso per te, sappi che lo strumento più efficace per questo esercizio, ancor di più se lo fai scrivendo a mano su un quaderno dedicato.
Non preoccuparti di scrivere bene e non pretendete che lo stile sia perfetto, fallo solo in modo che per te abbia un significato.

Avrai bisogno di essere completamente sincera e rivelare a te stessa il più possibile.
Affrontare tutto ciò che hai vissuto ti farà capire dove ti sei bloccata, dove hai preso o non preso una decisione, dove hai procrastinato, dove sei stata condizionata o non hai visto un’opportunità o dove dopo un grande sforzo di volontà, d’improvviso hai mollato e sei tornata al punto di partenza.

Non puoi cambiare te stessa, la tua vita, raggiungere i tuoi risultati se non cambi, se non sostituisci le tue credenze. E affrontare i tuoi demoni fa parte del gioco.

Perché è necessario affrontare la propria vita, il proprio passato.

Devi sederti di fronte a te stessa abbastanza a lungo per capire quali emozioni e comportamenti ti hanno portato qui dove sei ora. Quali hanno fatto parte del viaggio che hai percorso fino ad oggi.
Devi diventare conscia dei tuoi pensieri inconsci. In modo tale da renderli riconoscibili con la consapevolezza e quando arrivano: non crederci più. Liberartene. Ti lamenterai, soffrirai, tormenterai il tuo corpo con le emozioni e a un certo punto ti renderai conto che questa cosa deve finire. Sbatterai la testa mille volte, ti sorprenderai, ci starai così male che a un certo punto ti dirai basta.
“Non ce la faccio più, non voglio più sia così” e a quella credenza non crederai più.

Cosa fare una volta individuate le credenze

Scrivendo ti accorgerai di certi pensieri, schemi, comportamenti, emozioni ripetute che non ti hanno permesso di avanzare, di raggiungere i tuoi risultati. (Sottolineali con un evidenziatore se ti è comodo, per evidenziarle, renderle evidenti).

Accade sempre qualcosa che ti fa scappare di mano il successo proprio quando sembrava vicino (forse credi di non meritarlo?)
Ti senti o ti sei sentita a disagio con le persone (credi di essere inferiore?)
Ti sale l’ansia o la paura senza una buona ragione in una situazione relativamente sicura (credi che il mondo sia ostile? o pericoloso? o che ti possa succedere qualcosa di brutto?)

Ecco, ricorda che tanto il comportamento che le emozioni originano delle credenze.
E per sradicare la credenza responsabile del tuo comportamento o emozione, quando la individui devi chiederti: Perché?

“Perché credo di non potere?”
“Questa credenza è basata su un fatto reale o su un’assunzione, oppure una falsa conclusione?”

Poi prendi tutte quelle che hai individuato e dove aver chiesto perché, rispondi per ognuna alle seguenti domande:

1) Esiste un motivo razionale per una tale credenza?
2) Potrei essermi sbagliata nel crederlo?
3) Arriverei nella medesima conclusione riguardo qualcun altro in una situazione simile?
4) Perché dovrei continuare ad agire e a sentirmi come se fosse vero quando invece non c’è alcun valido motivo per crederlo?

Potresti vedere che ti sei ingannata o sottovalutata non per un fatto bensì per qualche credenza.
E da questo punto in poi, una volta smascherate e rese banali, scontate …non si può far altro che lavorare sulle credenze coerenti ai tuoi obiettivi da impiantare

Ne parliamo in un prossimo articolo.

Intanto buon lavoro. Qui c’è tanto da fare!

 

 

No Comments

Rispondi